Privacy news: il router ZBT con una backdoor che porta l’hacker nella tua rete

Il router non è solo la scatola che porta Internet in ufficio o a casa: è la porta d’ingresso di tutta la tua rete. Per questo la scoperta di due gravi backdoor nei firmware di alcuni router ZBT, produttore cinese Shenzhen Zhibotong Electronics, merita attenzione.

I ricercatori di VulnCheck hanno individuato due impianti chiamati SPEAKINGSTONE e DARKLANTERN. Entrambi consentono a un aggressore remoto di inviare comandi al router con privilegi root, cioè con il massimo controllo possibile, senza dover conoscere password e senza alcuna azione da parte tua.

In pratica, chi sfrutta queste falle potrebbe rubare credenziali di connessione PPPoE, modificare il DNS, deviare la navigazione dei dispositivi verso server malevoli e creare un canale di accesso remoto alla tua rete. SPEAKINGSTONE è particolarmente insidiosa perché il router avvia autonomamente comunicazioni verso un server esterno: quindi può funzionare anche se non hai aperto porte in ingresso e usi un normale NAT.

DARKLANTERN, invece, risponde sulla porta UDP 9992 esposta a Internet. La protezione prevista dal firmware è aggirabile con facilità, rendendo possibile l’esecuzione di comandi da remoto.

Se utilizzi un router ZBT, non aspettare: verifica modello e firmware, chiedi al fornitore aggiornamenti ufficiali e blocca le connessioni in ingresso sulla porta UDP 9992. Controlla anche i log di rete e tratta la rete collegata al router come potenzialmente non affidabile finché non hai completato le verifiche. Per la tua impresa, un router compromesso può significare accesso ai PC, ai dati, ai servizi cloud e alle credenziali dei tuoi collaboratori.

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