Privacy news: finito il rapporto di lavoro, togli subito dal sito i dati dell’ex dipendente

Se un collaboratore termina il rapporto e ti chiede copia del contratto e la cancellazione dei suoi dati dal sito aziendale, non puoi rimandare: devi rispondere senza ingiustificato ritardo. È quanto ribadisce il Garante Privacy (provvedimento 121/2026) in un caso reale: una lavoratrice, dopo la cessazione, ha chiesto alla società sia il contratto sia la rimozione di foto, e-mail aziendale e numero di cellulare pubblicati online. L’azienda ha tergiversato, parlando di “modulo standard” e di “riorganizzazione interna”.

Il Garante non ha accettato queste giustificazioni. Il diritto di accesso (art. 15 GDPR) vale anche se il documento richiesto è un modulo semplice o se il lavoratore lo aveva già ricevuto in passato: se te lo richiede, tu devi comunque riscontrare. Anche quando le richieste sono ripetute o pesanti, puoi valutare al massimo un contributo spese ragionevole, ma non puoi ignorarle.

Ancora più importante: dopo la fine del rapporto, mantenere sul sito dati riconducibili all’ex dipendente può violare il diritto alla cancellazione (art. 17 GDPR), perché quei dati non sono più necessari alle finalità originarie. Inoltre, continuare a presentare quella persona come parte dell’azienda è un trattamento inesatto e non aggiornato, quindi contrario anche al principio di esattezza.

Nel caso esaminato, la società è stata sanzionata: nessuna risposta per circa sei mesi e dati rimasti online per almeno un mese dopo la richiesta di cancellazione. Tradotto per te: predisponi una procedura di “uscita” (offboarding) che includa subito sito, pagine staff, contatti e profili pubblici. Risparmi soldi, tempo e reputazione.

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