
Privacy news: nei mercati digitali Antitrust entra nel campo di privacy e dati personali
Nel digitale lo senti ripetere spesso: se un prodotto è gratis, allora il prodotto sei tu. Il punto è che oggi questa frase non è solo uno slogan: descrive un mercato in cui il “prezzo” lo paghi con i tuoi dati personali. E quando i dati diventano moneta, non è più solo un tema da GDPR: diventa anche un tema di concorrenza e di tutela del consumatore.
È qui che cambia lo scenario: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sta intervenendo sempre di più su pratiche legate ai dati, in aree che fino a pochi anni fa avresti associato quasi esclusivamente al Garante Privacy. Non perché l’Antitrust “fa privacy”, ma perché valuta come l’uso dei dati può alterare il mercato, rafforzare posizioni dominanti o condizionare le scelte del consumatore.
Alcuni esempi aiutano a capire: provvedimenti verso Big Tech hanno riguardato il controllo degli ecosistemi digitali e dei dati (come nel caso Google Shopping) e, più di recente, una sanzione ad Apple legata a ostacoli e condizioni considerate non trasparenti o sproporzionate rispetto al consenso per la profilazione da parte degli sviluppatori.
Ancora più chiaro il fronte “consumer”: nel caso Meta/Facebook l’AGCM ha contestato la comunicazione di servizi presentati come “gratuiti” senza spiegare bene il valore economico dei dati ceduti. Il messaggio è netto: il dato personale può essere visto come controprestazione, come il denaro.
Per te, piccolo imprenditore, significa una cosa pratica: se basi marketing, app, siti o campagne su raccolta dati e profilazione, non devi pensare solo a informative e consensi “a norma”, ma anche a trasparenza reale e correttezza verso clienti e utenti. Non a caso AGCM e Garante Privacy hanno firmato un protocollo di collaborazione, e in Europa DMA e DSA vanno nella stessa direzione.
Verifica subito che la tua azienda rispetti la normativa GDPR per evitare le pesanti sanzioni previste,