
Privacy news: GPS aziendale e diritto di accesso, sanzionata una società di vigilanza
Se usi il GPS sui veicoli aziendali, questa decisione del Garante Privacy ti riguarda da vicino. Una società di vigilanza è stata sanzionata con 39.000 euro perché ha gestito in modo scorretto i dati di geolocalizzazione di un dipendente.
Il caso nasce dopo il licenziamento di un lavoratore. Per difendersi in una contestazione disciplinare, il dipendente aveva chiesto di accedere ai dati GPS raccolti sull’auto aziendale assegnata a lui. L’azienda non ha fornito un riscontro adeguato alla richiesta.
Il Garante ricorda un principio molto concreto: quando ricevi una richiesta di accesso ai dati personali, non puoi semplicemente ignorarla o respingerla senza spiegazioni. Se ritieni di non poter fornire i dati, devi comunicare chiaramente le ragioni del diniego e informare la persona della possibilità di presentare reclamo al Garante o ricorso al giudice.
La violazione non riguardava solo il diritto di accesso. La società non aveva predisposto un’informativa privacy idonea sul sistema GPS. I dipendenti devono sapere in modo chiaro quali dati raccogli, per quali finalità, per quanto tempo li conservi, chi può consultarli e quali diritti possono esercitare.
Inoltre, i documenti aziendali riportavano trattamenti di dati particolari che, nei fatti, non venivano svolti. Anche un’informativa imprecisa può creare problemi: deve descrivere ciò che fai realmente, senza formule generiche o informazioni errate.
La lezione per te è semplice: se controlli mezzi, dispositivi o attività dei dipendenti tramite tecnologie come GPS, verifica subito informativa, accordi sindacali o autorizzazioni richieste, procedure per gestire le richieste di accesso e coerenza tra documenti e trattamenti effettivi.
Verifica subito che la tua azienda rispetti la normativa GDPR per evitare le pesanti sanzioni previste,