
Privacy news: sanzionata dal Garante la registrazione delle visite dal medico “per autotutela”
Se pensi che registrare una conversazione “solo per difenderti” sia sempre lecito, questa notizia ti riguarda da vicino. Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una dottoressa (7.000 euro) perché registrava alcuni dialoghi con i pazienti durante le visite ambulatoriali.
Il contesto umano è chiaro: la medico ha raccontato di aver subito offese, aggressioni verbali, minacce di denuncia e numerose segnalazioni. Per lavorare con maggiore sicurezza, dopo essersi confrontata con i legali, ha iniziato a usare un registratore come tutela in caso di contestazioni.
Il punto però, per il Garante, non è se tu abbia “buone intenzioni” o se il file resti nel tuo computer. La contestazione riguarda soprattutto trasparenza e informativa: la registrazione non è stata ritenuta necessaria alle finalità di cura e mancava un’adeguata informativa formale ai pazienti. Inoltre, è stato contestato anche il mancato riscontro iniziale a una richiesta di informazioni dell’Autorità.
La dottoressa ha sostenuto di aver sempre avvisato verbalmente chi entrava in studio e di aver raccolto l’assenso. Ha anche dichiarato che le registrazioni erano protette e conservate su un Mac con password conosciuta solo da lei, senza diffusione a terzi. Nonostante ciò, l’Autorità ha ritenuto insufficienti le modalità adottate e ha imposto una misura correttiva: predisporre un’informativa adeguata entro 60 giorni.
Per te, imprenditore o professionista, la lezione è semplice: se raccogli audio/video o altri dati “per tutelarti”, devi verificare base giuridica, necessità e proporzionalità, e soprattutto fornire un’informativa chiara e documentabile. E se il Garante ti scrive, rispondere subito fa parte della compliance.
Verifica subito che la tua azienda rispetti la normativa GDPR per evitare le pesanti sanzioni previste,