
Privacy news: videosorveglianza fai-da-te, niente “eccezione domestica” se riprendi la strada pubblica
Se hai messo una telecamera a casa “per sicurezza”, fai attenzione a dove punta: se riprende anche solo una porzione di strada, marciapiede o area di passaggio pubblica, non sei più nel campo del “fatto privato”. Il Garante Privacy, con il provvedimento n. 758 del 18 dicembre 2025, lo ribadisce in modo netto: l’idea “lo faccio per difendermi quindi posso riprendere tutto” è sbagliata.
Il caso nasce da una cittadina che, per documentare presunti comportamenti molesti della vicina, ha consegnato filmati ai Carabinieri. Dai video però si vedeva anche una parte di strada comunale. Questo ha fatto scattare l’istruttoria del Garante. La motivazione addotta era quella che senti spesso: prevenire aggressioni e tutelarsi in un contesto conflittuale. Motivo comprensibile, ma non sufficiente a rendere lecita la ripresa di spazi pubblici.
La cosiddetta eccezione domestica del GDPR vale solo se le riprese restano rigorosamente dentro le pertinenze private. Appena “oltrepassi” cancello o confine e inquadri uno spazio pubblico, il trattamento dei dati ricade nel GDPR e scattano obblighi concreti: base giuridica, informativa, minimizzazione, proporzionalità e limitazione delle finalità. Non è un tecnicismo: è la differenza tra lecito e illecito.
Nel caso specifico, il Garante ha contestato violazioni degli articoli 5, 6 e 13 del GDPR (minimizzazione, base giuridica, trasparenza). La sanzione è stata evitata solo perché la persona ha collaborato e ha riorientato le telecamere sulle sole aree di casa, ricevendo un ammonimento. Messaggio finale per te: la sicurezza non è una licenza di sorveglianza, e la paura non è una base giuridica.
Verifica subito che la tua azienda rispetti la normativa GDPR per evitare le pesanti sanzioni previste,