Privacy news: sanzioni a Ministero della Giustizia e Consiglio Nazionale del Notariato per i dati dei candidati

Quando pubblichi risultati, graduatorie o elenchi di candidati, non puoi considerare quei dati come semplici informazioni da diffondere liberamente. Il Garante Privacy lo ha ribadito sanzionando il Ministero della Giustizia con 20.000 euro e il Consiglio Nazionale del Notariato con 15.000 euro, per la gestione dei dati dei partecipanti al concorso per 400 notai del 2024.

Il caso nasce dalla pubblicazione di elenchi relativi alle prove scritte. Il Ministero aveva reso disponibili anche i nomi dei candidati non ammessi all’orale, esponendoli presso l’ingresso della propria sede. La normativa di settore, invece, prevedeva la menzione dei soli ammessi e una consultazione limitata ai locali dove si erano svolte le prove.

Il Consiglio Nazionale del Notariato, invece, aveva chiesto a un componente della commissione un elenco degli ammessi all’orale e lo aveva condiviso sulla propria piattaforma istituzionale prima della pubblicazione ufficiale. Per un breve periodo era stata inoltre diffusa una versione con annotazioni e commenti non ufficiali associati ad alcuni candidati.

Per la tua impresa, il messaggio è chiaro: anche una pubblicazione temporanea, anticipata o fatta per errore può creare un problema privacy serio. Devi condividere solo i dati necessari, con le persone autorizzate, nel momento previsto e attraverso canali adeguati.

Prima di pubblicare un elenco, un risultato o un documento interno, verifica sempre chi può accedervi, quali informazioni sono davvero indispensabili e se il file contiene note, commenti, metadati o dati non destinati alla diffusione. La minimizzazione dei dati non è burocrazia: è una misura concreta per evitare danni alle persone e sanzioni alla tua attività.

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