Privacy news: Poste Italiane e Deutsche Bank sanzionate per poca trasparenza sui prestiti

Quando chiedi un finanziamento, i tuoi dati economici e personali possono passare tra più soggetti: per questo devi sapere con chiarezza chi li usa, per quale motivo e chi può consultarli. Il Garante Privacy ha sanzionato Poste Italiane con 48.000 euro e Deutsche Bank con 33.000 euro proprio per carenze informative nella gestione delle richieste di finanziamento BancoPosta.

Il caso nasce dal reclamo di una dipendente di Poste Italiane. Dopo il rifiuto della sua domanda di prestito, ha scoperto che alcuni operatori potevano accedere, tramite una piattaforma aziendale, a dati sulla sua situazione economica: tra questi reddito netto e impegni finanziari già in corso.

Dall’istruttoria è emerso che Poste Italiane e Deutsche Bank agivano come autonomi titolari del trattamento. In pratica, Poste raccoglieva la richiesta e svolgeva attività di intermediazione, mentre Deutsche Bank valutava autonomamente il merito creditizio e decideva se concedere il prestito.

Secondo il Garante, Poste non spiegava in modo adeguato i trattamenti svolti, i destinatari dei dati e i flussi informativi verso la banca. Deutsche Bank, invece, non indicava correttamente nell’informativa il ruolo di Poste come destinataria dei dati e titolare autonomo.

Per la tua impresa il messaggio è semplice: se condividi dati dei clienti con banche, partner, fornitori o piattaforme, non basta un’informativa generica. Devi dire in modo chiaro chi tratta i dati, per quali finalità, con quale ruolo e a chi vengono comunicati. Essere sintetici è utile, ma non puoi omettere le informazioni essenziali. Trasparenza significa ridurre rischi, reclami e sanzioni.

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