Privacy news: il ransomware può bloccare la tua auto digitale

Il ransomware non colpisce più soltanto computer, server e smartphone: può arrivare anche nella tua auto. In Russia, alcuni proprietari di crossover Li Auto hanno subito il furto remoto del proprio account principale, cioè la chiave digitale che permette di gestire funzioni essenziali del veicolo.

Dopo la compromissione dell’account, l’auto può diventare difficile o impossibile da usare: si spengono i pannelli di controllo, il climatizzatore non risponde, la chiave Bluetooth può smettere di funzionare e, in alcuni casi, il motore non si avvia. I criminali modificano i dati del proprietario e chiedono un riscatto per restituire l’accesso.

Il punto importante è questo: un’auto connessa dipende sempre di più da app, cloud, numeri di telefono, password e codici di verifica. Se qualcuno ottiene queste credenziali, non deve necessariamente violare il software di bordo per creare un danno concreto. Può bastare il controllo dell’account associato all’auto.

Le cause precise degli attacchi sono ancora in fase di verifica. Tra le ipotesi ci sono password deboli o riutilizzate, furto delle credenziali, codici condivisi con terzi e accessi concessi a servizi che installano app, modificano firmware o configurano funzioni del veicolo.

La lezione vale anche per te e per la tua impresa: tratta l’account dell’auto come tratteresti l’accesso al conto aziendale. Usa password uniche e robuste, non condividere codici OTP o credenziali con sconosciuti, verifica i recapiti collegati e limita l’accesso dei fornitori esterni. Se perdi il controllo dell’account, conserva prove dell’accaduto, contatta subito assistenza e autorità. Pagare il riscatto non garantisce il recupero dell’auto.

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