Privacy news: Ivanti, tre falle zero-day aprono le porte agli hacker e mettono a rischio le tue credenziali

Se usi Ivanti Connect Secure per consentire l’accesso remoto alla tua rete aziendale, devi intervenire con urgenza. Il gateway VPN, cioè lo strumento pensato per proteggere gli accessi dall’esterno, è stato sfruttato dagli attaccanti come possibile porta d’ingresso alla rete.

La situazione riguarda una catena di tre vulnerabilità zero-day: difetti sconosciuti o non ancora completamente corretti al momento degli attacchi. Una di queste, identificata come CVE-2026-104935, permette di eseguire comandi da remoto senza account e senza alcuna azione da parte tua o dei tuoi collaboratori.

Secondo le analisi disponibili, gli aggressori riescono prima a bypassare l’autenticazione, poi a eseguire codice dannoso e infine a ottenere privilegi massimi sul dispositivo. A quel punto possono cercare informazioni preziose: credenziali LDAP, dati di Active Directory, password locali amministrative, chiavi di recupero BitLocker e altri segreti utili per muoversi nella rete.

L’aspetto più preoccupante è la capacità di nascondere le tracce. L’attacco può operare soprattutto in memoria, cancellare alcune evidenze dai log e ripristinare le modifiche effettuate. Per questo, il solo controllo automatico dell’integrità del dispositivo potrebbe non bastare a escludere una compromissione.

Ivanti ha pubblicato aggiornamenti per diverse versioni di Connect Secure. Se il tuo dispositivo è esposto su Internet, non limitarti però a installare la patch: verifica la versione in uso, applica subito l’aggiornamento corretto, controlla i log e il traffico anomalo e valuta un’analisi forense se rilevi segnali sospetti. Se sospetti accessi non autorizzati, cambia le credenziali privilegiate e quelle di dominio: aggiornare chiude la falla, ma non elimina automaticamente un eventuale intruso già entrato.

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