Privacy news: dossier sanitario usato per verificare il Covid, multa all’azienda sanitaria di Udine

Se gestisci dati sulla salute, devi ricordare una regola fondamentale: il fatto di avere bisogno di organizzare il lavoro non ti autorizza ad aprire informazioni sanitarie riservate.

Il Garante Privacy ha sanzionato con 24.000 euro l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale di Udine. Il problema è nato dal reclamo di una dipendente che era anche paziente dell’ospedale. Una collega ha consultato il suo dossier sanitario per verificare un’eventuale positività al Covid-19 e pianificare i turni durante la pandemia.

Secondo il Garante, il dossier sanitario può essere consultato solo da medici e operatori coinvolti nella cura del paziente. Non può diventare uno strumento per gestire presenze, assenze, turnazioni o altre esigenze amministrative, anche quando l’obiettivo dichiarato è proteggere colleghi e pazienti.

L’istruttoria ha evidenziato anche altri accessi da parte di professionisti che non avevano in cura la dipendente. Questo è stato possibile perché il sistema non prevedeva limitazioni adeguate sugli accessi né alert automatici capaci di segnalare comportamenti anomali.

La lezione per te è concreta: i dati sanitari richiedono autorizzazioni precise, accessi limitati al minimo necessario, registri delle consultazioni e controlli periodici. Se devi gestire aspetti organizzativi, usa strumenti dedicati e raccogli solo le informazioni realmente necessarie. Non usare cartelle cliniche, dossier sanitari o archivi medici come scorciatoia gestionale.

Oltre alla multa, l’azienda dovrà adottare misure tecniche e organizzative per controllare gli accessi e rilevare anomalie. Prevenire un accesso abusivo costa molto meno che gestire una violazione dei dati, un reclamo e una sanzione.

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