
Privacy news: Microsoft ha bloccato Defender nel tentativo di correggere una vulnerabilità zero-day
Microsoft ha distribuito un aggiornamento per correggere una vulnerabilità zero-day di Windows Defender, identificata nell’attacco ShieldBreak. Il difetto poteva consentire a un aggressore di ottenere privilegi SYSTEM, cioè il massimo livello di controllo su PC Windows 10, Windows 11 e Windows Server.
La correzione, però, avrebbe creato un nuovo problema: dopo l’aggiornamento, molte installazioni di Microsoft Defender non riescono più a completare le scansioni rapide, complete o offline. Le scansioni veloci e complete falliscono nella fase finale, mentre quella offline può bloccarsi al 91%. Se usi Defender come protezione principale della tua attività, questo è un segnale da non ignorare.
La scansione manuale dell’intera unità sembra invece funzionare ancora. Nei registri eventi possono comparire errori come 0x000005, riferiti alla libreria mpengine.dll, il motore antivirus di Microsoft, e messaggi DefenderApiLoggerLowPriv.
Le segnalazioni riguardano in particolare le versioni di Defender 1.1.26070.7 e 1.1.26080.2, associate ad alcune versioni dell’aggiornamento di Security Intelligence. Microsoft non ha confermato ufficialmente il legame, ma il ripristino a versioni precedenti sembra risolvere il malfunzionamento.
Per te la lezione pratica è semplice: non dare per scontato che un aggiornamento di sicurezza funzioni senza effetti collaterali. Controlla che le scansioni siano davvero eseguite, verifica gli alert e mantieni backup testati. L’automazione e l’intelligenza artificiale possono accelerare sviluppo e sicurezza, ma ogni modifica va monitorata: una patch può ridurre un rischio e, se non verificata, aprire un problema operativo nuovo.
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