
Privacy news: videosorveglianza stradale, più garanzie per te automobilista
Se una telecamera rileva una violazione stradale, il controllo può essere legittimo. Ma non significa che chi gestisce il sistema possa raccogliere immagini e dati senza regole. Con il provvedimento n. 457/2026, il Garante Privacy ribadisce che anche la videosorveglianza usata per accertare infrazioni al Codice della strada deve rispettare trasparenza, minimizzazione dei dati e responsabilità dell’ente pubblico.
In pratica, devi poter sapere con chiarezza chi sta raccogliendo le immagini, per quale finalità, per quanto tempo verranno conservate e quali misure sono previste per proteggere i tuoi dati. Non basta un cartello generico o un’informativa nascosta sul sito del Comune: le informazioni devono essere immediate, specifiche e facilmente accessibili.
Il caso nasce dal reclamo di un automobilista che aveva ricevuto un verbale rilevato tramite video. Le immagini contenevano anche elementi riferibili ad altri veicoli non coinvolti nell’infrazione. L’amministrazione sosteneva di avere cartelli, informative online e sistemi automatici di oscuramento, ma il Garante ha rilevato informazioni poco chiare e immagini di terzi non adeguatamente oscurate.
Il messaggio è importante: una telecamera non è un semplice strumento tecnico, ma un sistema che tratta dati personali. Prima di attivarlo, l’ente deve valutarne i rischi, progettare misure di sicurezza efficaci e raccogliere solo ciò che serve davvero per contestare la violazione.
Per te, anche come imprenditore che usa videocamere nella propria attività, è un richiamo concreto: tecnologia e controlli possono essere utili, ma privacy e progettazione preventiva non sono dettagli burocratici. Sono condizioni essenziali per usare i dati in modo corretto.
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