
Privacy news: i dispositivi intelligenti possono aprire la porta allo spionaggio aziendale
Quando pensi alla cybersecurity, probabilmente ti vengono in mente PC, email, smartphone, server e software cloud. Ma oggi devi considerare anche molti altri oggetti presenti in ufficio: telecamere, smart speaker, sistemi di videoconferenza, smart TV, robot aspirapolvere, assistenti vocali e dispositivi domotici.
Questi strumenti possono essere utili, ma hanno microfoni, videocamere, sensori e connessioni di rete. In pratica, fanno parte della tua infrastruttura digitale. Se non sono configurati, aggiornati e controllati correttamente, possono diventare un punto debole: qualcuno potrebbe ascoltare conversazioni riservate, vedere ambienti aziendali o sfruttare il dispositivo per tentare l’accesso alla rete.
Il rischio non riguarda solo le grandi aziende. Anche nel tuo studio, negozio o piccola impresa una videocamera collegata a Internet, una password Wi-Fi debole o un dispositivo acquistato senza verifiche possono esporre informazioni commerciali, dati personali e attività interne.
Le autorità di cybersecurity segnalano che i dispositivi connessi aumentano la superficie di attacco. Non significa che ogni collegamento verso l’esterno sia spionaggio, ma significa che non puoi fidarti solo del fatto che un oggetto sia comodo, noto o acquistato per migliorare la sicurezza.
Fai quindi un inventario dei dispositivi intelligenti presenti nei tuoi locali. Verifica chi li gestisce, quali dati raccolgono, a quali servizi esterni si collegano e se ricevono aggiornamenti di sicurezza. Cambia le password predefinite, limita gli accessi, separa questi dispositivi dalla rete principale quando possibile e disattiva funzioni non necessarie. La privacy e la sicurezza non finiscono al computer: iniziano da tutto ciò che ascolta, vede o comunica nella tua attività.
Verifica subito che la tua azienda rispetti la normativa GDPR per evitare le pesanti sanzioni previste,